Dagli abissi, un aiuto per il sistema immunitario - ARTICOLO USCITA SU AIFA

12 novembre 2020 6 minuti

Dagli abissi, un aiuto per il sistema immunitario - ARTICOLO USCITA SU AIFA

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Dagli abissi, un aiuto per il sistema immunitario

Farmacia News del 13/03/2008, articolo di Micol Rindone FEBBRAIO 2008 p. 26


Sino ad ora, meno del 5% del fondo oceanico é stato esplorato.

Tuttavia, gli scienziati hanno focalizzato la loro attenzione sugli squali e il loro stupefacente sistema immunitario, che conferisce a questi animali una straordinaria resistenza alle infezioni e ai tumori.

Per secoli, l’olio di fegato di squalo è stato utilizzato come rimedio terapeutico dai pescatori scandinavi, per guarire ferite e tagli profondi e per via orale per combattere malattie e infezioni, specie quelle a danno dell’apparato gastrointestinale, molto diffuse a causa di una dieta in prevalenza a base di cibi crudi o avariati.


L'olio di fegato di squalo contiene soprattutto composti noti come alchilgliceroli, grassi eterici che stimolano l’attività funzionale del sistema immunitario, oltre ad avere numerose proprietà biologiche tra cui una dimostrata attività antitumorali in vitro.

 

Gli effetti terapeutici degli alchilgliceroli sui tessuti del corpo
umano sono confermati da cinquant’anni di approfondita ricerca.

Nel 1952 una giovane dottoressa svedese, Astrid Brohult, scoprì che il midollo estratto dalle ossa bovine somministrato a bambini affetti da leucemia, stimolava la produzione di globuli bianchi.

In seguito fu dimostrato che il fattore stimolante erano proprio gli alchilgliceroli.

 

Lo squalo ha un sistema immunitario sorprendentemente sviluppato e molto simile a quello umano.

A differenza di quanto osservato nell’uomo però, il contenuto di alchilgliceroli del suo fegato é molto elevato ed
é questa secondo molti la ragione della forte resistenza alle infezioni e al cancro.

 

In 25 anni di ricerca, l’istituto
di Biologia marina Smithsonian ha rilevato un solo caso di tumore maligno su 25.000 squali studiati, un dato sorprendente se si pensa che nell’uomo tale rapporto é di 1 a 4.

L’olio di fegato di squalo non contiene acidi grassi polinsaturi, come I’olio di pesce, ma soprattutto alchilgliceroli e squalene, e non ha le proprietà della cartilagine di squalo, utilizzata sotto forma di polvere essiccata per curare alcune forme di artrite.


Gli alchilgliceroli sono grassi eterici contenenti tre diversi tipi di alcoli (chimyl alcohol, batyl alcohol e selachyl alcohol) e un legame esterico.

Nell’olio di fegato di squalo sono presenti anche alcuni metossiderivati.


Nell’uomo, la più alta concentrazione di queste sostanze si trova nel latte materno, ma esse si possono rinvenire in percentuale minore anche nel fegato umano, nella milza e nel midollo osseo.

Gli alchilgliceroli sono in grado di stimolare le funzioni del sistema immunitario e di proteggere alcuni sistemi cellulari da una crescita incontrollata.

Le molecole citate sembrano controllare la risposta immune attraverso una variazione nella sintesi del Paf (platelet activating factor) e del diacilglicerolo (Dag) (Lewkowicz et al., 2006).

Lo squalene stimola poi la presentazione dell’antigene e l’induzione della risposta infiammatoria.

Alcuni studi sull’attività immunostimolante degli alchilgliceroli suggeriscono un’azione primaria sul macrofago (Yamamoto et al., 1998).

In queste cellule, i composti citati sembrano indurre cambiamenti a livello della
membrana cellulare che portano all’attivazione del macrofago nei confronti di un’ampia varietà di antigeni: virus, batteri, funghi, composti chimici pericolosi, proteine non digerite o cellule cancerose.

Il processo di attivazione macrofagica é stato dimostrato con alchilgliceroli naturali e di sintesi, ma 1’esatto meccanismo non é stato ancora individuato; potrebbe trattarsi comunque di un’attivazione autocrina e/o paracrina (Pugliese et al., 1998).

Alcuni Autori hanno studiato gli effetti clinici, immunologici e biochimici della supplementazione con alte dosi di olio di fegato di squalo in volontari sani (Lewkowicz et al., 2005).

I composti in questione risultano stimolare la risposta dei neutrofili e sembrano efficaci per contrastare infezioni batteriche, virali e fungine.

Gli studi sui tumori Sfortunatamente, la maggior parte dei dati clinici riguardanti l’utilizzo degli alchilgliceroli risulta di carattere aneddotico, eccezion fatta per alcuni grossi studi nell’ambito della ricerca sul cancro.

L’olio di fegato di squalo, standardizzate in alchilgliceroli, mostra proprietà antitumorali, confermate da numerosi studi in vitro e in vivo nell’animale da laboratorio, ed é stato per lungo tempo utilizzato nei Paesi Scandinavi in medicina complementare per il trattamento di diverse forme neoplastiche.

L’utilizzo clinico iniziale riguardava il trattamento delle leucemie.

Uno dei primi e pit interessanti studi clinici fu condotto nel 1952 a Stoccolma dalla dottoressa Astrid Brohult che si occupava di leucemia infantile.

La dottoressa aveva notato che molti farmaci utilizzati nel trattamento della leucemia causavano una grave depressione del midollo osseo e aveva provato a somministrare midollo estratto dalle ossa bovine ai suoi giovani pazienti con il cibo.
I risultati erano molto soddisfacenti: non solo si osservava un miglioramento del quadro clinico, ma anche un aumento del numero di globuli bianchi (Pugliese et al., 1999).

Sfortunatamente, grosse quantità di midollo non risultavano palatabili e dunque la dottoressa inizia a cercare eventuali costituenti che potessero essere isolati e purificati prima della somministrazione. Suo marito, il chimico Sven Brohullt, isold e identifica dieci anni dopo gli “eteri lipidici” come principi attivi, composti analoghi a quelli che si trovano nel fegato di squalo.

Meccanismi d’azione

Le proprietà antitumorali dell’olio di fegato di squalo sono basate su differenti meccanismi, tra cui l’induzione di apoptosi delle cellule neoplastiche, la soppressione della traduzione del segnale, l'inibizione dell’ angiogenesi e la fagocitosi di agenti citotossici. Alcuni Autori hanno verificato l’effetto antiproliferativo degli alchilgliceroli in diverse linee cellulari cancerose umane (Krotkiewski et al., 2003).

Cellule di carcinoma ovarico, mammarico e prostatico venivano esposte a una formulazione di olio di fegato di squalo titolata al 20% in alchilgliceroli e al 3% in metossi-derivati a una dose iniziale pari a 0,1 mg/ml fino a una concentrazione
corrispondente alla Ld La citometria di flusso veniva utilizzata per identificare le cellule in apoptosi e in necrosi.

Le cellule di carcinoma prostatico mostravano una forte riduzione del numero di colonie anche in presenza di dosi piuttosto basse (0,5-1 mg/ml) e la citometria mostrava un aumento della percentuale delle cellule apoptotiche ovariche e prostatiche, mentre quelle mammarie risultavano prevalentemente in necrosi dopo il trattamento.

Accanto a questa attività, studi recenti indicano che l’attivazione della protein chinasi C, uno step essenziale nella proliferazione cellulare, può essere inibita dagli alchilgliceroli (Pugliese et al., 1998).

Questo suggerisce un’inibizione competitiva degli alchilgliceroli sull’ 1.2-diacilglicerolo.

L’olio di fegato di squalo é stato anche recentemente descritto come un inibitore della neovascolarizzazione tumorale.

Alcuni Autori hanno studiato tale attività in vivo nell’animale da laboratorio (Pedrono, Martin et al.,2004), dimostrando che sia gli alchilgliceroli puri sia ’olio in toto sono in grado di ridurre la crescita tumorale in un modello di carcinoma polmonare murino.

Altri benefici per la salute da studi recenti sull’utilizzo degli alchilgliceroli come coadiuvanti di alcuni trattamenti antitumorali convenzionali si é notata una loro significativa capacita di contrastare il normale processo di invecchiamento, specialmente cutaneo.

Numerosi studi hanno provato poi che gli alchilgliceroli sono potenti antiossidanti; da qui il lore ruolo preventive nei confronti delle malattie cardio e cerebrovascolari.

Un ulteriore aspetto interessante osservato é anche la capacita di queste sostanze di passare la barriera ematoencefalica e di poter cosi esplicare un’azione protettiva anche a livello cerebrale.

Particolarmente indicati per le donne in gravidanza, gli alchilgliceroli possono essere somministrati anche ai bambini: diverse testimonianze confermano una stimolazione del sistema immunitario, che si traduce in una migliore difesa contro malattie e infezioni di vario tipo nei bambini che assumono regolarmente olio di fegato di squalo.

Nessun pericolo per lo squalo


Nel caso dei prodotti di maggior qualità a base di alchilgliceroli, provenienti dai Paesi della Scandinavia, la specie che ne rappresenta la fonte principale é il cosiddetto squalo della Groenlandia, anche conosciuto come lo «squalo dormiente» o Somniosus microcephalus.

Questa popolazione di squali è  particolarmente sana e abbondante e non é affatto minacciata dalla pesca in profondità (di cui rappresenta solo un sottoprodotto), né é assoggettata ad alcuna regolamentazione internazionale, non trattandosi di una specie in via di estinzione
o soggetta a tutela ambientale.

Il fegato di questi animali corrisponde a circa 1/3 della dimensione e del peso
dell’intero animale e può fornire fino a 220 Kg di olio, con un contenuto di alchilgliceroli superiore al 30%.

Vari team di ricerca stanno comunque da tempo lavorando alla sintesi di tali composti chimici e in futuro questo potrà rappresentare un’importante alternativa economica.

Quanti alchilgliceroli assumere

Peso corporeo Prevenzione Effetto terapeutico 15-25 Kg 1 capsula/die 1 capsula 2-3 volte al giorno 20-50 Kg | capsula 2 volte al giorno 2 capsule 2-3 volte al giorno 50-75 Kg 1 capsula 2-3 volte al giorno 2-3 capsule 3 volte al giorno 75 Kg 1 capsula 3 volte al giorno 3-4 capsule 3 volte al giorno L’olio di fegato di squalo é disponibile da pit di trent’anni in Svezia, da venti nel resto del mondo e ora anche in Italia, da solo 0 combinato.

Studi condotti su animali hanno dimostrato che neppure un dosaggio pari a 2,5-3 grammi di olio di fegato di squalo per Kg di peso (corrispondenti a circa 200 grammi per un uomo adulto) da effetti indesiderati.

In tabella sono indicati i dosaggi massimi basati su capsule da 250 mg contenenti 50 mg di alchilgliceroli (Pugliese et al., 1999).




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